La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte!

Una delle tradizioni che ho sempre amato da piccola era la Befana, più del Natale e di ogni altra festa. I genitori ci preparavano all’arrivo della Befana spaventandoci con i racconti di questa vecchietta che sarebbe arrivata la notte tra il 5 e il 6 gennaio e avrebbe portato doni ai bambini buoni ma un sacco di carbone ai bambini cattivi. L’arrivo della Befana veniva solitamente annunciato da un lancio di caramelle dal caminetto: vedevamo scendere quelle e la paura cominciava a salire! In realtà erano i genitori che, tramite fantasiose contorsioni, lanciavano le caramelle in alto per farci credere che stessero cadendo dalla cappa del camino ma la magia era assicurata.

L’attesa dell’arrivo della Befana veniva scandita da filastrocche come

  • « La Befana vien di notte
  • con le scarpe tutte rotte
  • con le toppe alla sottana
  • Viva, Viva La Befana! »

Ad una certa ora la Befana arrivava davvero ed era davvero brutta! Solitamente veniva interpretata da un simpatico vecchietto del paese truccato a dovere con nasone bitorzoluto, stracci e, ovviamente, scarpe rotte. Il vocione da uomo completava lo spaventoso travestimento. Alcuni bambini si mettevano a piangere alla vista della Befana nell’ilarità generale degli adulti che tentavano di farli avvicinare alla vecchietta. 

La Befana chiedeva ai bambini di “confessare” se fossero stati buoni o meno e, in base alle risposte, dispensava caramelle o carbone. Precedentemente informata dai genitori sulla condotta dei pargoli la Befana ogni tanto confutava le risposte dei bambini, sempre stati buoni secondo loro ovviamente, e dava doppia razione di carbone per essere stati cattivi e per la bugia appena detta! Scoperto che il carbone era di zucchero la tragedia di non aver ricevuto caramelle rientrava!

Che gioia riempire la calza di caramelle e poi fare a gara con gli altri bambini a chi aveva ricevuto più chicche.

Ma da dove viene questa tradizione?

Il termine “befana” che stava a significare un “fantoccio esposto la notte dell’epifania” fu utilizzato per la prima volta nel 1535.

L’origine va fatta risalire probabilmente all’epoca romana e si intendeva come la fine del vecchio anno e l’inizio del nuovo. Si colloca, infatti, tra la fine del solstizio invernale e l’inizio dell’anno lunare.

In epoca di riti pagani veniva celebrata la morte e la rinascita della natura la dodicesima notte dopo il solstizio invernale e la figura celebrata era Madre Natura. Dodici notti in cui figure femminili volavano sopra i campi per propiziare i raccolti futuri. La Chiesa ha da sempre condannato questi riti pagani e, probabilmente, è per questo che le figure femminili hanno assunto l’aspetto di streghe.

La chiesa ha poi dato una versione, diciamo, cristianizzata della Befana. Il racconto dice che i Magi stessero cercando Gesù e chiesero informazioni ad una vecchia per la strada. Questa si rifiutò ma, tornata a casa, si pentì del gesto compiuto e riempì un cesto di dolci partendo alla ricerca dei Magi per scusarsi. Non trovandoli più vagò di casa in casa donando dolci ai bambini sperando che uno di essi fosse Gesù.

Quale che sia l’origine di questa ricorrenza rimane una festa suggestiva e chiude tutte le festività. L’Epifania tutte le feste porta via!

Ma come si celebra in Lucchesia?

A Lucca la festa è organizzata dalla Misericordia oppure sarà celebrata anche dal Comitato San Francesco il 5 gennaio dalle 15.30 con “La Befana scende in Piazza”, in Piazza San Francesco. Le Guide di Lucca propongono, inoltre, “Aspettando l’Epifania”. A Barga c’è la Festa della Befana.

E voi? Come festeggiate la Befana?

Quale filastrocca si usa cantare da voi? :D

 

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