Come ogni volta provo una sensazione mista di terrore ed emozione prima di una serata jazz all’Universo. Terrore di aver dimenticato qualcosa tra Enpals, SIAE, cena dei musicisti, buffet per i soci, luci, pianoforte…e emozione di vivere ogni concerto come una grande avventura.
Lo scorso 7 Gennaio abbiamo assistito ad uno spettacolo istruttivo ed emozionante che ha visto partecipare il chitarrista Philippe Petrucciani, con il suo trio italiano, assieme a Alceste Ayroldi con il suo intervento sulla censura nel Jazz. La prima ora Alceste ci ha incantato raccontandoci di come il jazz abbia subito, direttamente e indirettamente, ostilità da parte del pubblico e delle istituzioni. Oltre ai racconti ci ha mostrato alcuni video tra i quali uno spezzone del film “Swing Kids” di Thomas Carter.
Il film narra di alcuni adolescenti tedeschi che, durante l’ascesa del nazismo, frequentano locali nei quali si suona lo swing, nuova corrente musicale proveniente dall’America. I ragazzi si scatenano in balli frenetici definendosi Swing Kids (ragazzi dello swing). Le loro serate vengono spesso interrotte da alcuni appartenenti alla gioventù hitleriana che mal sopportano gli atteggiamenti sfrenati di questi locali e vogliono vigilare sul comportamento dei cittadini.
La voglia di trasgredire le regole di un regime totalitario la ritroviamo nella trasformazione del saluto nazista in “Swing Heil” con il quale si conclude anche il film in una struggente scena in cui uno dei ragazzi viene arrestato e l’altro gli grida questo saluto.
Alceste ci ha poi portato alla “scoperta” di Michel Petrucciani, al quale abbiamo dedicato la rassegna di quest’anno mostrandoci un video nel quale il grande pianista si esibisce davanti a Papa Woytila. Magia pura.
Dopo l’intervento di Alceste è stata la volta della musica di Philippe Petrucciani, e la sua chitarra, accompagnato da Alessandro Collina al pianoforte e Giovanni Sanguineti al contrabbasso. Non farò una critica musicale del gruppo, perché non sono una critica, ma, da avida ascoltatrice, vi posso dire che l’emozione che ti fanno provare delle note così morbide è davvero tanta. 
Ho avuto occasione di parlare con Philippe prima e dopo il concerto e, quella che in un primo momento aveva dato l’impressione di stare sulle sue si è rivelata una persona molto piacevole e ben disposta alle chiacchiere. Ci ha fatto i complimenti per l’organizzazione ( lo dovevo dire!!!) e ci ha raccontato alcuni aneddoti riguardanti suo fratello Michel e la pronuncia del loro nome che, per inciso, è “Petrucciani” all’italiana e non con l’accento alla francese!
Finita la serata il terrore svanisce e rimane una bellissima sensazione di aver portato il jazz, anche se per poche ore, nelle vite di tutti gli amici che ci vengono a trovare ogni volta numerosi.
Grazie a tutti!
P.S. Alla domanda del titolo può rispondere ognuno di voi, mi piacerebbe che lo faceste commentando questo articolo!



Da musicista, provo le due stesse sensazioni.
Quando la serata va come deve andare, tra l’altro, vola in pochi istanti e i momenti migliori sembrano belli come dei sogni.
Per me il Jazz è intesa e personalità, anche se un grande diceva che “se lo devi spiegare non sai veramente cosa sia”.
L’interplay con gli altri musicisti e col pubblico rende ogni esperienza jazzistica una forma d’arte naturale e straordinaria, tanto come la vista stessa.
Grazie Andrea! Spesso il Jazz viene archiviato come genere di elite, fatto dai jazzisti per i jazzisti. Al contrario penso che riesca a regalare emozioni anche a chi non ne conosce i “segreti”!
La prima definizione di jazz che ricordo di aver sentito è: “se non sai cos’è, allora è jazz!”… Ma poi chi ha bisogno di definizioni, etichette e classificazioni? Se penso a tutti i volti che ho visto, a tutti i commenti che ho sentito, a tutte le dita che ho visto tamburellare a ritmo durante questi incredibili tre anni di concerti all’Universo, mi viene da dire che l’unica cosa che conta è lasciarsi incuriosire, sorprendere e stregare… per “capire” la musica c’è tempo, ma per assaporarla bastano un paio d’orecchie, una sedia comoda e l’atmosfera giusta!
Alla prossima!!!